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Assegno bancario: cancellazione del protesto di assegno emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società rappresentataTribunale di Monza – Sentenza 10 marzo 2015

Provvedimenti cautelari ante causam ex art. 700 c.p.c. – Assegno bancario – Assegno emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società per cui agisce – Protesto nei confronti del legale rappresentante – Istanza di cancellazione dal registro protesti – Inammissibilità del ricorso

Provvedimenti cautelari ante causam ex art. 700 c.p.c. – Assegno bancario – Assegno emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società per cui agisce – Protesto nei confronti del legale rappresentante – Legittimità del protesto – Inammissibilità della domanda di cancellazione dal registro protesti

Il Tribunale di Monza, con la sentenza in commento, si è pronunciato in materia di cancellazione del protesto di un assegno bancario emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società rappresentata.

La disciplina del protesto è finalizzata a tutelare l’affidamento dei terzi nella circolazione dei titoli di credito, la cui disciplina è informata ai principi della letterarietà e dell’astrattezza. Ogni sottoscrizione apposta sull’assegno deve contenere il nome e cognome o i dati della società di colui che si obbliga.

In conformità con tali principi, il sottoscrittore di un assegno bancario risponde in proprio dell’adempimento dell’obbligazione cartolare (artt. 14 e 16 Regio Decreto n. 1736/1933).

Da ciò deriva che, nel caso di divergenza tra il sottoscrittore dell’assegno bancario e il titolare del rapporto di conto corrente, in riferimento al quale è stata concessa l’autorizzazione ad emettere assegni, il soggetto nei cui confronti deve iscriversi protesto, a tutela dell’affidamento dei terzi, è il primo, sua essendo la condotta che ha determinato la situazione che giustifica ed, anzi, impone, che il protesto sia elevato.

Deve, quindi, essere rigettato il ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato dal legale rappresentante della società contro la banca nel quale il primo chiede la cancellazione del proprio nominativo dal registro dei protesti, insistendo sulla erroneità della iscrizione, in quanto i titoli erano dal medesimo stati emessi in nome e per conto della società rappresentata.

È, infatti, legittimo il protesto emesso nei confronti di colui che ha firmato l’assegno, anche se in veste di legale rappresentante, laddove non vi sia spendita del nome del soggetto rappresentato.

A nulla rileva, a tal proposito, che la banca fosse a conoscenza del fatto che l’assegno era stato tratto sul conto corrente della società di cui il firmatario è legale rappresentante, posto che il protesto ha la funzione di tutelare l’affidamento degli eventuali terzi.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Monza – Sentenza 10 marzo 2015

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