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Tribunale di Reggio Emilia – Sentenza 24 febbraio 2015

Mutuo fondiario ed interessi usurariInteressi usurari – Tasso soglia – Applicabilità non solo agli interessi corrispettivi ma anche agli interessi moratori – Sussiste – Verifica del superamento del tasso soglia autonomamente per ciascuna categoria di interessi – Impossibilità di loro sommatoria – Sussiste.

Superamento del tasso soglia da parte dei soli interessi moratori e non anche di quelli corrispettivi – Elisione dei soli interessi moratori e non anche di quelli corrispettivi – Sussiste.

Il Tribunale di Reggio Emilia, con la sentenza in commento, ha affrontato la delicata questione del rapporto tra mutuo fondiario ed interessi usurari.

Il Tribunale, nella persona del Dott. Gianluigi Morlini, ha statuito che il tasso soglia al di là del quale gli interessi sono considerati usurari, riguarda non solo gli interessi corrispettivi, ma anche quelli moratori.

Sul punto, pare, infatti, decisivo il disposto operato dall’art. 1 D.L. n. 394/2000 il quale fa riferimento agli interessi “convenuti a qualunque titolo”, ciò che consente di considerare ricompresi, nell’ambito della normativa antiusura, anche gli interessi moratori.

È questa, d’altro canto, la posizione della giurisprudenza di legittimità, che sin dalla sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 5286/2000 ha statuito che “non v’è ragione per escluderne l’applicabilità anche nelle ipotesi di assunzione dell’obbligazione di corrispondere interessi moratori”, atteso che “il ritardo colpevole non giustifica di per sé il permanere della validità di un’obbligazione così onerosa e contraria al principio generale posto dalla legge”.

Il Giudice del Tribunale di Reggio Emilia, ha, dunque, voluto conformarsi, applicando il principio di diritto in base al quale il tasso soglia al di là del quale gli interessi sono considerati usurari, riguarda non solo gli interessi corrispettivi, ma anche quelli moratori.

Detto, quindi, che lo scrutinio sulla non usurarietà va effettuato sia sugli interessi corrispettivi, sia sugli interessi moratori, va poi chiarito che la verifica dell’eventuale superamento del tasso soglia deve essere autonomamente eseguita con riferimento a ciascuna delle due categorie di interessi, senza sommarli tra loro, come è stato invece isolatamente sostenuto in qualche pronuncia di merito.

Infatti, anche la nota sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 350/2013, nella quale si legge che alla “determinazione del tasso soglia comprensivo della maggiorazione per la mora”, intende semplicemente indicare la necessità di accertare il rispetto del tasso soglia anche in relazione agli interessi moratori.

In sostanza, è necessario siano non usurari sia il tasso corrispettivo, sia il tasso moratorio concretamente applicati.

Tanto premesso, il Giudice ritiene che ove il superamento del tasso soglia riguardi solo gli interessi moratori, la nullità ex art. 1815, comma 2, c.c., colpisce unicamente la clausola concernente i medesimi interessi moratori, senza intaccare l’obbligo di corresponsione degli interessi corrispettivi convenzionalmente fissati al di sotto della soglia.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Reggio Emilia – Sentenza 24 febbraio 2015

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