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Obbligazioni Lehman Brother: titolo facente parte dell'elenco PATTI CHIARITribunale di Milano – Sentenza 12 febbraio 2015

Intermediazione finanziaria – Indicazione sull’ordine di acquisto dell’obbligo di informare l’investitore di variazioni significative del livello di rischio – Titolo facente parte dell’elenco PATTI CHIARI – Interpretazione favorevole al consumatore e dovere del clare loqui

Si tratta dell’ennesima sentenza in materia di obbligazioni Lehman Brother e responsabilità dell’intermediario nei confronti dell’investitore. Questa volta a pronunciarsi è stato il Tribunale di Milano, nella persona del Giudice Dott.ssa Antonella Cozzi.

La vicenda

Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio del 2005, in occasione della naturale scadenza di alcuni titoli di Stato italiani detenuti in portafoglio dall’attore, l’addetto titoli della banca convenuta gli proponeva di investire in obbligazioni Lehman Brother con scadenza nel 2008.

Il dipendente rassicurava l’attore sostenendo che i titoli consigliati erano paragonabili ai titoli di Stato italiani quanto a sicurezza ed anche se la scadenza era più lontana rispetto a quelle dei tioli cui l’attore era abituato ad investire, non doveva preoccuparsi in quanto avrebbe avuto la possibilità di liquidare agevolmente l’investimento se avesse avuto necessità di liquidità.

Il dipendente, inoltre, sosteneva che le obbligazioni Lehman Brother provenivano da una emittente internazionale estremamente solida e che avrebbe avuto dei buoni rendimenti senza correre rischi. A conferma della tranquillità dell’investimento, infine, evidenziava che questi titoli comparivano anche nell’elenco delle obbligazioni a basso rischio-rendimento “PATTO CHIARI” (frutto di una convenzione tra le maggiori banche italiane, l’ABI ed alcune associazioni di consumatori).

Il 9 maggio 2005 l’attore sottoscrisse l’ordine di acquisto investendo euro 50.000,00 in obbligazioni Lehman Brother.

La conferma dell’ordine inviata dalla banca al cliente riportava l’avvertimento: “… In base agli andamenti di mercato il titolo potrà uscire dall’elenco successivamente alla data dell’ordine ed il cliente sarà tempestivamente informato nel caso di una variazione significativa del livello di rischio”.

In data 13.11.2007 l’attore compilava il questionario Mifid, dal quale risultava avere una conoscenza degli strumenti finanziari media ed un profilo globale prudente.

Dal giugno 2008 l’attore chiedeva alla banca notizie sulle obbligazioni e sull’opportunità di venderli anticipatamente, ma veniva rassicurato ed indotto a non vendere.

Le obbligazioni rimasero nel portafoglio dell’attore fino al default del 15.09.2008.

L’attore, inoltre, non ha mai ricevuto nessuna comunicazione dalla convenuta in merito alla variazione del livello di rischio del titolo e dell’emittente prima del default.

La decisione

L’espressione “Il titolo fa parte dell’elenco delle obbligazioni a basso rischio-rendimento PATTI CHIARIIl cliente sarà tempestivamente informato se il titolo subisce una variazione significativa del livello di rischio …”, riportata nell’ordine impartito dal cliente e ripetuta nella conferma dell’intermediario, comporta l’assunzione, da parte di quest’ultimo, dell’obbligo di informare l’investitore nel caso di “variazione significativa del livello di rischio” e ciò indipendentemente dall’uscita del titolo dall’elenco PATTI CHIARI e dalla variazione dei  parametri di valutazione in esso indicati.

A tale conclusione è consentito pervenire sulla scorta dei principi interpretativi desumibili dal TUF, ispirati alle esigenze di tutela dell’investitore, ai quali si aggiunge la previsione dell’articolo 38 della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, che, nel garantire “un livello elevato di protezione dei consumatori”, impone all’intermediario il dovere del clare loqui ed all’interprete di intendere le norme ambigue nel senso agli stessi più favorevole.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Milano – Sentenza 12 febbraio 2015