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Banca d’Italia – Nota 9 marzo 2015 – Il programma di acquisto di titoli pubblici e privati dell’Eurosistema

Quantitative easing: primo chiarimento della Banca d’Italia sul programma di acquisto di titoli pubblici e privati dell’EurosistemaNel corso del 2014 nell’area dell’euro l’inflazione, anche al netto delle componenti più volatili come energia e alimentari, si è portata significativamente al di sotto della definizione di stabilità dei prezzi (che consiste in un tasso di crescita al di sotto ma vicino al 2%); l’attività economica ha progressivamente perso slancio; sono aumentati i rischi di un disancoraggio delle aspettative di inflazione e dell’avvio di una spirale deflattiva.

Per rispettare il suo mandato, il Consiglio direttivo della BCE ha ridotto a più riprese i tassi ufficiali, che in settembre sono scesi intorno allo zero. In giugno il Consiglio ha inoltre annunciato l’avvio delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, TLTRO) e in settembre quello di un programma di acquisto di ABS emessi in seguito alla cartolarizzazione di crediti bancari a imprese e famiglie (Asset-Backed Securities Purchase Programme, ABSPP) e di obbligazioni bancarie garantite (Covered Bond Purchase Programme, CBPP3), con l’obiettivo di favorire il credito all’economia reale e di stimolare la crescita attraverso un aumento della dimensione del bilancio dell’Eurosistema.

Nel gennaio 2015, il Consiglio ha ritenuto insufficiente lo stimolo monetario conseguito mediante le misure di politica monetaria adottate fra giugno e settembre 2014. Benché queste abbiano contribuito a ridurre significativamente i costi di indebitamento del settore privato, e in particolare i tassi attivi praticati dalle banche alle imprese, l’ammontare complessivo di liquidità immessa nel circuito economico è stato inferiore alle attese iniziali e non ha dato luogo a una sufficiente espansione della dimensione del bilancio dell’Eurosistema. Le aspettative di inflazione continuavano a segnalare un ritorno su valori prossimi al 2 per cento soltanto su orizzonti molto lunghi.

Per queste ragioni e data l’impossibilità di ridurre ulteriormente i tassi ufficiali, il Consiglio ha deciso di ampliare la dimensione del programma di acquisto di titoli per finalità di politica monetaria, includendovi anche quelli pubblici.

La nota si sofferma in particolare sui seguenti profili: motivazioni, canali di trasmissione ed effetti iniziali del programma di acquisto di titoli pubblici e privati; caratteristiche del programma di acquisto di titoli pubblici e privati; effetti del programma di acquisto di titoli pubblici e privati sulla struttura di bilancio, sul conto economico e sui rischi della Banca d’Italia.

Consulta il testo integrale -> Banca d’Italia – Nota 9 marzo 2015