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Cassazione Civile – Sentenza 9 febbraio 2015, n. 2409

Mutuo di scopo: realizzazione dell’attività programmata nel contrattoLa Suprema Corte di Cassazione, con la sentenze in commento, si è pronunciata in materia di mutuo ed in particolare di “mutuo di scopo”.

Il mutuo di scopo, sottoscritto tra il cliente e la banca, è finalizzato alla realizzazione di un determinato progetto, definito nel contratto stesso: progetto che, appunto, deve essere realizzato con il denaro dato in prestito dall’istituto di credito.

La presenza della clausola di destinazione comporta che, qualora il progetto predeterminato non viene realizzato, ma i soldi vengono investiti in ulteriori e diversi scopi non programmati dalle parti, il contratto di mutuo è nullo.

Da ciò discende che il cliente non è neanche tenuto a restituire l’importo mutuato alla banca.

Tuttavia, continua la Cassazione, proprio perché si tratta di mutuo di scopo, in cui l’impegno assunto dal mutuatario ha rilevanza corrispettiva nell’attribuzione della somma, con rilievo causale nell’economia del contratto, ne deriva che l’accertamento causale si lega all’attuazione del risultato, onde, allorché questo venga perseguito, non sussiste alcuna nullità del contratto per mancanza originaria della causa.

I giudici della Suprema Corte hanno, dunque, ritenuto lecito l’utilizzo della banca di parte della somma di un finanziamento agevolato al fine di ripianare le passività derivanti dal precedente prefinanziamento allo stesso cliente.

I due contratti, infatti, quello di finanziamento e quello di prefinanziamento costituiscono parti di una stessa operazione, essendo il secondo volto unicamente ad anticipare, su richiesta della cliente, una parte della somma, in attesa dell’espletamento della pratica e del deposito di tutta la documentazione necessaria.

Non può, quindi, configurarsi una condotta inadempiente a carico della banca mutuante.

La figura, invece, del contratto di credito fondiario, anche detto mutuo fondiario, è caratterizzata dalla concessione, da parte della banca, di finanziamenti a medio e lungo termine, garantiti da ipoteca di primo grado su immobili. L’ipoteca viene di norma concessa dallo stesso soggetto beneficiario del finanziamento o da un terzo garante.

In questo caso, a differenza del mutuo di scopo, la finalità perseguita dal cliente attraverso il finanziamento non viene indicata nel contratto. In buona sostanza, non è presente una clausola nel contratto che indica per quale scopo dovranno essere impiegate le somme. La banca si limita, infatti, a dare soltanto l’immediata disponibilità di denaro, a fronte della concessione di garanzia ipotecaria immobiliare, dietro impegno di restituzione della somma oltre il breve termine.

La conseguenza è che, al contrario del mutuo di scopo, nel caso di mutuo fondiario non si potrà mai parlare di nullità del mutuo se il cliente, cambiando idea, decide di investire il denaro in una finalità diversa da quella inizialmente prospettata alla banca.

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