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Cassazione Civile – Sentenza 20 febbraio 2015, n. 3458

Illegittima iscrizione nell’elenco nazionale degli intermediari finanziari comunitari: Banca d’Italia e Ministero dell’Economia e delle Finanze risarciscono il dannoLa Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, si è pronunciata in materia di illegittima iscrizione nell’elenco nazionale degli intermediari finanziari comunitari.

La vicenda trae spunto dall’illegittima iscrizione nel suddetto elenco, di una società britannica e dai danni subiti da alcune società. Attraverso questa iscrizione, infatti, la società è stata abilitata a rilasciare delle garanzie che poi non è stata in grado di onorare.

I giudici della Suprema Corte hanno statuito che la Banca d’Italia (in quanto succeduta all’Ufficio Italiano Cambi) ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze sono tenuti a risarcire i danni.

È stato, dunque, respinto il ricorso degli organi di vigilanza, avverso la pronuncia con cui la Corte d’Appello li aveva condannati a risarcire i danni sofferti da alcune S.r.l. a cui una società di diritto britannico, illegittimamente iscritta nell’elenco degli intermediari finanziari, aveva rilasciato delle garanzie che non erano state onorate.

Il Ministero dell’Economia e la Banca di Italia avevano, infatti, acconsentito all’iscrizione della detta società senza svolgere i dovuti controlli circa la ricorrenza dei presupposti, nella fattispecie, per l’appunto, non sussistenti, previsti dalla legge al momento vigente.

Secondo i giudici, in particolare, gli organi di vigilanza, in quanto tali, sarebbero dovuti andare oltre un mero controllo formale – nella fattispecie, limitato al versamento del capitale sociale ed alla sussistenza dei requisiti di onorabilità dei dirigenti – e verificare piuttosto la costituzione di idoneo fondo di dotazione e lo svolgimento dell’attività nel paese d’origine.

La Corte Suprema ha, quindi, ritenuto sussistere il nesso di causalità tra il danno sofferto dalle società creditrici e l’inadempimento del soggetto che ha garantito le obbligazioni dei loro debitori.

Di conseguenza, il nesso va esteso anche all’omesso controllo, da parte del Ministero dell’Economia e della Banca di Italia, circa la sussistenza dei requisiti per l’iscrizione del soggetto garante; iscrizione che ha costituito presupposto indefettibile per la concessione di garanzie mai onorate.

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