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Corte di Appello di Cagliari – Sentenza 23 gennaio 2015, n. 41

Ordine di acquisto di obbligazioni Argentina: nullo se manca il contratto quadroLa Corte di Appello di Cagliari, con l’interessante sentenza in commento, ha fissato alcuni importanti principi in materia di prestazioni di servizi di investimento, in particolare con riferimento ad un ordine di acquisto, da parte di un investitore, di obbligazioni Argentina, dichiarato nullo in mancanza di un contratto quadro sul quale deve fondarsi l’ordine stesso.

I giudici hanno, innanzitutto, richiamato la normativa di settore, introdotta dal Testo Unico della Finanza e dal Regolamento Consob n. 11522/98 e successive modificazioni, che prevede, quanto ai contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento, che:

a) devono essere redatti per iscritto a pena di nullità;

b) gli intermediari autorizzati non possono fornire i proprio servizi se non sulla base di un apposito contratto scritto che specifichi quanto indicato nell’art. 30 del Regolamento Consob n. 11522/98, costituente la normativa di attuazione del TUF.

Nella prestazione dei servizi d’investimento gli intermediari devono, inoltre, comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza ed in particolare:

a) acquisire dal cliente le informazioni sulla sua esperienza, situazione finanziaria, obiettivi di investimento e propensione al rischio;

b) disporre di adeguata conoscenza degli strumenti finanziari oggetto dei propri servizi e della situazione economica e finanziaria degli emittenti per informare adeguatamente il cliente su natura, rischi ed implicazioni della specifica operazione di investimento;

c) astenersi dall’operare in conflitto di interessi con il cliente o su valori non negoziati nei mercati regolamentati, se non espressamente autorizzati per iscritto;

d) avvertire il cliente dell’eventuale inadeguatezza dell’operazione richiesta per tipologia, oggetto, frequenza o dimensione;

e) consegnare il documento informativo sui rischi.

Sulla base di quanto premesso, la Corte d’Appello di Napoli è arrivata alle seguenti conclusioni.

La domanda proposta dagli investitori, diretta ad ottenere la declaratoria di nullità dell’ordine di acquisto dei bond argentini, è fondata sull’allegazione di una deficienza strutturale del negozio, causata dall’inosservanza della prescritta formalizzazione della procedura di attivazione degli investimenti finanziari, consistente, da un lato, nella stipulazione per iscritto del contratto quadro, ai sensi dell’art. 23 TUF, e, dall’altro, nell’obbligo di consegna del documento sui rischi prima di iniziare la prestazione dei servizi di investimento, stabilito dall’art. 28 del Regolamento Consob n. 11522/98, violazioni che attengono alla genesi della fattispecie contrattuale e non agli obblighi comportamentali inerenti la sua esecuzione.

Una lettura sistematica della normativa di settore impone di mantenere sullo stesso piano di tutela la sanzione di nullità testuale sancita dall’art. 23 TUF all’inosservanza dell’obbligo di consegnare il documento (scritto) sui rischi: a protezione dell’interesse pubblico alla regolarità del sistema finanziario è prescritta l’adozione di una fase documentale complessa che costituirà il titolo del successivo sviluppo negoziale, concretantesi nei singoli ordini di investimento, e che deve necessariamente precederlo, quale “obbligo legale di fattispecie”.

L’inosservanza di tali prescrizioni è causa di invalidità dell’intera operazione, che rimane privata del presupposto necessario a renderla conforme al paradigma legale proprio nel momento della formazione dell’accordo contrattuale.

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