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Cassazione Penale – Sentenza 13 gennaio 2015, n. 981

Con l’interessante sentenza in commento, la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione si è pronunciata in materia di riciclaggio, statuendo che non si può ipotizzare una sorta di “riciclaggio anticipato”, senza che si sia ancora concretizzato il reato presupposto.

La Corte ha così respinto il ricorso presentato dal Pubblico Ministero di Marsala contro il verdetto di non luogo a procedere emesso dal Gip nei confronti di una pluralità di indagati per il reato di concorso in riciclaggio.

I Giudici della Suprema Corte, attenendosi al disposto letterale dell’articolo 648-bis del Codice penale rubricato “riciclaggio”, hanno stabilito che il delitto presupposto deve essere sempre consumato in un’epoca anteriore rispetto a quella del riciclaggio stesso.

La sentenza, infatti, così recita: “né d’altro canto in situazioni come quella che in questa sede ci occupa si potrebbe configurare una sorta di “riciclaggio anticipato” caratterizzato da un’azione di sostituzione o trasferimento di denaro prima che lo stesso assuma le caratteristiche di provenienza da delitto e la cui soglia di consumazione venga posticipata al momento in cui, per effetto della omessa presentazione dei dichiarazione dei redditi, tale condizione venga a verificarsi». Pertanto, la sostituzione o il trasferimento di denaro (o altri beni o utilità) che caratterizza il momento in cui si consuma il riciclaggio deve avvenire in un momento in cui il delitto presupposto si è già perfezionato”.

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