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Tribunale di Lanciano – Sentenza 20 novembre 2014, n. 343

Azione di ripetizione di somme indebite – Onere della prova a carico del correntista – Contratto di conto corrente e estratti conto – Eccezione – Documentazione relativa al decennio antecedente la domanda – Ordine di esibizione – Inesistenza dei contratti – Decorrenza della prescrizione per l’azione di ripetizione – Nullità dell’apertura di credito contenuta nel contratto – Conseguenze sul pagamenti

Il Tribunale di Lanciano, con la sentenza in commento, si è pronunciato in materia di nullità del contratto di conto corrente per difetto di forma ed azione di ripetizione di indebiti bancari.

Nello specifico il Tribunale ha sentenziato che il correntista che domanda la ripetizione di somme indebitamente versate alla Banca deve allegare e provare i fatti costitutivi della propria pretesa creditoria, ossia l’esecuzione della prestazione e l’inesistenza, originaria o sopravvenuta, del titolo della stessa.

Il correntista ha, quindi, l’obbligo di produrre in giudizio il contratto di conto corrente e gli estratti conto relativi a tutto il periodo contrattuale.

Questa regola trova una sola eccezione nel caso in cui l’onere sia a carico della Banca convenuta laddove si tratti di documenti relativi al decennio antecedente la domanda o comunque nel caso di esercizio del diritto sostanziale ex art. 119 TUB.

Infine, se il contratto “contenente” è nullo per difetto di forma è nulla anche l’apertura di credito in essa contenuta, con la conseguenza che tutti i versamenti effettuati dal correntista sono da considerarsi pagamenti indebiti e sono immediatamente ripetibili, per cui, per ciascuno di essi, il termine di prescrizione dell’azione di ripetizione inizia a decorrere dal momento del versamento.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Lanciano – Sentenza 20 novembre 2014, n. 343

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