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Il Garante privacy chiede maggiore rispetto per i consumatori in difficoltà

Garante per la protezione dei dati personali – Provvedimento 9 ottobre 2014, n. 447 – Raccolta di dati personali da parte di un sito specializzato per richieste di preventivi (prestiti personali)

Il Garante privacy, con il provvedimento in commento, punta il dito sulle aziende che offrono servizi di preventivi on line per l’accesso al credito, chiedendo a gran voce maggiore rispetto per le regole poste a protezione dei dati personali e intimando di non “sfruttare”, a fini di marketing, la debolezza dei consumatori nel delicato momento della ricerca di possibili fonti di finanziamento, quali prestiti personali, cessioni del quinto, consolidamento di debiti. E questo soprattutto tenuto conto dell’attuale situazione di crisi economica.

Nello specifico il provvedimento adottato dal Garante privacy ha vietato ad una società di intermediazione on line l’utilizzo dei dati personali degli utenti a fini di marketing senza un loro consenso specifico al trattamento. L’intervento del Garante si è reso ormai necessario per tutelare i numerosi consumatori che si rivolgono ai fornitori di servizi che fanno da tramite tra gli utenti e gli intermediari abilitati, come le banche o le società finanziarie. Questi fornitori ricevono ogni giorno centinaia di richieste di preventivi.

Il Garante, sceso in campo in seguito al una segnalazione in cui si lamentava la ricezione di comunicazioni promozionali indesiderate, ha accertato che la società sottoponeva agli utenti un modello di richiesta di consenso unico, peraltro già pre-compilato nella casella relativa all’assenso, sia per la fornitura del servizio richiesto, sia per finalità diverse, quali l’invio di informazioni commerciali e la fidelizzazione del cliente. Il Codice Privacy, invece, stabilisce che gli interessati devono essere messi in grado di esprimere consapevolmente e liberamente le proprie scelte, manifestando un consenso specifico al trattamento per ciascuna distinta finalità perseguita dal titolare del trattamento.

Oltre al provvedimento di divieto, il Garante ha, inoltre, imposto alla società di modificare e integrare l’informativa presente sul sito, avvisando chiaramente gli utenti riguardo a tutti i possibili trattamenti di dati effettuati, alle modalità con cui eventualmente intenda in futuro effettuare l’attività promozionale per conto proprio o di soggetti terzi e anche all’eventuale comunicazione ad altri soggetti. Infine, qualora la società intendesse continuare a raccogliere dati personali per finalità diverse da quella di erogazione del servizio, dovrà acquisire un consenso specifico per ciascuna finalità.

Consulta il testo integrale -> Provvedimento 9 ottobre 2014, n. 447

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