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Microcredito: pubblicate in Gazzetta le nuove disposizioni

Ministero dell’Economia e delle Finanze – Decreto 17 ottobre 2014, n. 176 – Disciplina del microcredito, in attuazione dell’articolo 111, comma 5, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385

Nella  Gazzetta Ufficiale n. 279 dello 1° dicembre, è stato pubblicato il decreto ministeriale in commento che stabilisce le regole operative in materia di microcredito.

Il decreto in commento è stato emanato in attuazione dell’articolo 111, comma 5, del testo unico bancario, ai sensi del quale è demandato al MEF, sentita la Banca d’Italia, il compito di definire:

– requisiti concernenti i beneficiari e le forme tecniche dei finanziamenti;

– limiti oggettivi, riferiti al volume delle attività, alle condizioni economiche applicate e all’ammontare massimo dei singoli finanziamenti;

– le caratteristiche cui devono rispondere gli enti non commerciali per derogare alle suddette previsioni;

– l’informativa da fornire alla clientela.

Secondo quanto stabilito nel decreto, si qualifica come “microcredito”, l’attività di finanziamento finalizzata a sostenere l’avvio o lo sviluppo di un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa, organizzata in forma individuale, di associazione, o societaria, ovvero a promuovere l’inserimento dei lavoratori nel mercato del lavoro.

I finanziamenti possono essere utilizzati per l’acquisto di beni o servizi, per la retribuzione di nuovi dipendenti o per il pagamento di corsi di formazione. I finanziamenti non possono superare 25.000 euro per beneficiario. Il limite può arrivare a 35.000 quando il contratto di finanziamento prevede l’erogazione frazionata subordinando i versamenti successivi al verificarsi delle seguenti condizioni:

– il pagamento puntuale delle ultime sei rate pregresse;

– lo sviluppo del progetto finanziato, attestato dal raggiungimento di risultati intermedi stabiliti dal contratto e verificati dall’operatore di microcredito.

Infine, sono esclusi i finanziamenti erogati nei confronti dei seguenti soggetti: lavoratori autonomi o imprese titolari di partita IVA da più di 5 anni; lavoratori autonomo o ditte individuali con più di 5 dipendenti; società di persone, s.r.l. o cooperative con un numero di dipendenti non soci superiore alle 10 unità; imprese che superino uno dei requisiti dimensionali previsti dall’articolo 1, comma 2, lett. a) e b) della Legge fallimentare ed un livello di indebitamento superiore a 100 mila euro.

Le nuove regole saranno in vigore dal prossimo 16 dicembre.

Consulta il testo integrale -> Decreto 17 ottobre 2014, n. 176

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