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Mutuo fondiario: violazione del limite di finanziabilità

Tribunale di Firenze – Ordinanza 30 ottobre 2014, n. 15335

Limite di finanziabilità – Ratio e natura della relativa norma – Limite di finanziabilità – Conseguenze della violazione

Il Tribunale di Firenze, con l’ordinanza in commento, si è espresso in materia di mutuo fondiario e violazione del limite di finanziabilità, affermando di essere in dissenso con quanto sentenziato dalla Suprema Corte di Cassazione nella pronuncia n. 26672 del 28 novembre 2013.

Con la sentenza citata i giudici della I Sezione, hanno affermato che, se, nell’ambito di un contratto di mutuo fondiario, la banca eroga somme superiori al limite di finanziabilità consentito, non devono scaturire conseguenze negoziali.

Secondo la Corte Suprema di Cassazione, infatti, l’art. 117, 8° comma, del TUB risulta attribuire alla Banca d’Italia un potere in ragione del quale essa può stabilire il contenuto di certi contratti prevedendo clausole tipo da inserire nelle categorie di contratti previsti. L’art. 38 del TUB, invece, conferisce alla Banca d’Italia non già il potere di stabilire una certa clausola del contratto di mutuo fondiario, bensì solo quello di determinare la percentuale massima del finanziamento che costituisce l’oggetto del contratto e che è, quindi, un elemento di per sé già tipizzato e costituente una clausola necessaria. Del resto, che il limite di finanziabilità di cui all’art. 38 TUB non rientri in una delle ipotesi indeterminate di cui all’art. 117 TUB è dimostrato dal fatto che, in questo caso, il legislatore ha espressamente previsto quale fosse il contratto su cui la Banca d’Italia dovesse intervenire e quale fosse la disposizione secondaria da introdurre, senza lasciare a quest’ultima ogni valutazione circa la scelta del tipo di contratto su cui operare un intervento tipizzatorio e la scelta di quale clausola inserire.

Non può, inoltre, non rilevarsi che il rispetto del limite del finanziamento non risulta essere una circostanza rilevabile dal contratto, in quanto l’accertamento in proposito può avvenire solo tramite valutazioni estimatorie dell’immobile oggetto di finanziamento suscettibili di opinabilità e soggette a margini di incertezza valutativa e come tali non rilevabili dal testo del contratto. A tale proposito, va osservato che la Banca d’Italia, nel determinare il limite di finanziamento, non ha prescritto che nel contratto venissero indicati degli elementi di riferimento quali il valore dell’immobile o il costo delle opere.

Il Tribunale di Firenze, invece, non concorda con questo orientamento affermando che la disposizione che determina i limiti di finanziabilità nel contratto di mutuo fondiario sia norma imperativa, la cui violazione determina la nullità del contratto ex art. 1418, 1° comma, c.c..

Infine, nel contratto di mutuo fondiario caratterizzato dal superamento dei limiti di erogazione non può dichiararsi la nullità parziale e la conversione della porzione colpita da nullità in contratto di mutuo ipotecario ordinario.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Firenze – Ordinanza 30 ottobre 2014, n. 15335

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