+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Tribunale Milano – Ordinanza 15 ottobre 2014

Iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità

Iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria – Tardivo invio alla banca della quietanza di pagamento per fatto e colpa del beneficiario dell’assegno – Diritto alla cancellazione dalla banca dati – Sussiste

Iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria – Prova tardiva del pagamento integrale dell’assegno, della penale e degli interessi – Diritto alla cancellazione – Sussiste

Con questa interessante ordinanza, il Tribunale di Milano si pronuncia in materia di cancellazione del nominativo dall’archivio della Centrale d’Allarme Interbancaria.

Il caso affrontato dal giudice milanese, nella persona della dott.ssa Silvia Brat, ha per oggetto il ricorso ex art. 700 c.p.c., presentato da un imprenditore, il quale chiedeva fosse ordinata la cancellazione del proprio nominativo dall’archivio della Centrale di Allarme Interbancaria.

Nel ricorso venivano narrati i percorsi temporali della vicenda. In particolare si affermava che il ricorrente aveva emesso, in data 21.05.2014, in favore di un notaio, un assegno bancario per un importo pari ad euro 6.510,00.

Tale assegno però, a causa di un temporaneo disguido, rimaneva insoluto fino al 28.05.2014, data in cui, in favore del beneficiario, veniva pagato l’importo facciale dell’assegno.

La banca presso la quale il ricorrente era titolare di conto corrente, in data 27.05.2014 inviava un preavviso di revoca ai sensi dell’art. 9-bis della Legge n. 386/90.

Tale norma prevede che il trattario deve inviare al traente un preavviso di revoca, nel caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, di un assegno per difetto di provvista.

Con il preavviso di revoca il trattario deve comunicare al traente che, decorso il termine di sessanta giorni dalla data di scadenza della presentazione del titolo senza che abbia fornito la prova dell’avvenuto pagamento del titolo, il suo nominativo sarà iscritto nell’archivio di cui all’art. 10-bis (Archivio della Centrale d’Allarme Interbancaria) della Legge n. 386/1990 e che dalla stessa data gli sarà revocata ogni autorizzazione, per l’intero sistema bancario e postale, ad emettere assegni.

Dopo aver ricevuto l’avviso di revoca il ricorrente, in data 28.07.2014, ossia entro il termine di 60 giorni, aveva corrisposto al beneficiario dell’assegno la penale del 10% e gli interessi per il ritardato pagamento.

Tutto questo era puntualmente documentato dalla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà firmata dal notaio, beneficiario dell’assegno, ed autenticata da altro notaio in data 29.07.2014.

Alla medesima data, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà veniva inviata, da un collaboratore del notaio, all’agenzia della banca resistente, ma quel giorno gli uffici erano chiusi per cui la consegna veniva effettuata soltanto il 30.07.2014.

La banca in data 29.07.2014 ha proceduto con l’iscrizione del nominativo dell’imprenditore nella CAI.

Questa segnalazione ha avuto come immediata conseguenza la sospensione di una pratica di finanziamento da parte di un’altra banca.

Consulta il testo integrale -> Tribunale Milano – Ordinanza 15 ottobre 2014