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Obblighi informativi dell’intermediario

Cassazione Civile – Sentenza 6 agosto 2014, n. 17726

Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi dell’intermediario – Dichiarazione del cliente di volere “comunque dare corso all’operazione” – Valore confessorio – Esclusione

Con la sentenza in commento, la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata in materia di obblighi informativi dell’intermediario affermando il principio secondo il quale la dichiarazione del cliente, contenuta nell’ordine di acquisto di strumenti finanziari, di volere “comunque dar corso all’operazione”, avendo ricevuto un’informazione completa sui possibili rischi insiti nei medesimi strumenti, non può essere considerata una confessione stragiudiziale, a norma dell’articolo 2735 c.c., perché rivolta alla formulazione di un giudizio, sull’adempimento dell’obbligazione della controparte, e non, invece, all’affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo, ed intrinsecamente inidonea ad accertare quali concrete informazioni siano state fornite al cliente in ordine agli strumenti finanziari acquistati.

La conseguenza di tale principio è che l’ordine del cliente di volere “comunque dare corso all’operazione”, a norma dell’articolo 29, comma 3, del Regolamento Consob n. 11522/98, pur impartito o registrato per iscritto, non vale ad esonerare la banca dalla responsabilità di dimostrare di avere adempiuto agli obblighi informativi inerenti anche alle ragioni della ritenuta inadeguatezza dell’operazione.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Sentenza 6 agosto 2014, n. 17726

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