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Decreto ingiuntivo: grava sulla banca l'onere di dimostrare il suo credito in caso di esplicita contestazione del cliente

 

Cassazione Civile – Sentenza 18 settembre 2014, n. 19696

Con questa interessante sentenza, la Suprema Corte ha confermato il principio, ormai consolidato in giurisprudenza, secondo il quale grava sulla banca l’onere di dimostrare il suo credito in caso di esplicita contestazione del cliente.

È prassi diffusa da parte delle banche, quando intendono procedere al recupero del proprio credito, di allegare l’ultimo estratto conto, nel quale inseriscono una dichiarazione di conformità di quest’ultimo alle loro scritture contabili.

La normativa, però, stabilisce che, in caso di contestazione del credito da parte del cliente ingiunto, la banca deve produrre “tutti” gli estratti conto, sin dall’inizio del rapporto di conto corrente.

La Corte di Cassazione, in una precedente sentenza (n. 18541 del 2 agosto 2013), ha  statuito, infatti, che l’obbligo di conservare e consegnare al cliente soltanto la documentazione relativa agli ultimi 10 anni del rapporto di conto corrente, non esime la banca dall’onere di provare l’esistenza del suo credito e soprattutto la sua esatta consistenza.

La banca, quindi, è obbligata a dimostrare, periodo dopo periodo, come è arrivata a calcolare il saldo negativo oggetto del decreto ingiuntivo, producendo in giudizio tutti gli estratti conto sin dall’inizio del rapporto di conto corrente, e non soltanto relativamente agli ultimi dieci anni.

Soltanto, infatti, esaminando tutta la documentazione relativa all’intero periodo di durata del rapporto di conto corrente si potrà verificare se il saldo richiesta dalla banca non sia inficiato, come spesso accade, dall’applicazione dell’anatocismo vietato dall’art. 1283 c.c..

È, dunque, utile opporsi al decreto ingiuntivo notificato dalla banca, contestando il credito, in quanto, in tal modo, la si obbliga a depositare in giudizio tutti gli estratti conto.