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Illegittimità utilizzo intensivo della commissione di istruttoria veloce (CIV)

Arbitro Bancario Finanziario – Decisione 16 maggio 2014, n. 3260 – Apertura di credito – Spese e diritti di commissione

Con la decisione in commento l’Arbitro Bancario Finanziario ha sancito l’illegittimità dell’utilizzo intensivo della commissione di istruttoria veloce (CIV).

La clausola contrattuale, che prevede l’applicazione della commissione di istruttoria veloce (CIV) al verificarsi “di ogni operazione di addebito sul conto corrente che, in sede di registrazione contabile, generi una situazione di mancanza di disponibilità di fondi del conto stesso”, fa, infatti, sorgere il sospetto che la banca non abbia mai effettuato l’istruttoria veloce ed abbia, invece, considerato la CIV come una sorta di equipollente di altre commissioni. Tutto questo contro lo spirito e la lettera dell’art. 117-bis T.U.B.

Da tale illegittimità scaturisce il diritto del cliente al risarcimento degli addebiti operati a questo titolo, maggiorati degli interessi legali (maturati dalla data del reclamo al saldo).

Infine, l’onere di dimostrare di avere compiuto effettivamente un’ istruttoria veloce di fido per ogni singola applicazione della relativa commissione grava sulla banca.

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