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La Banca d’Italia ha posto in pubblica consultazione alcune modifiche ai Provvedimenti della Banca d’Italia del 3 aprile 2013, in materia di adeguata verifica della clientela e di Archivio Unico informatico, per quanto concerne gli obblighi antiriciclaggio applicabili al debitore ceduto nell’ambito delle operazioni di cessioni di crediti in massa.

Le modifiche si pongono l’obiettivo di chiarire che il ceduto non è cliente, nemmeno occasionale, della società cessionaria, di conseguenza, le operazioni dallo stesso effettuate non vanno sottoposte ad adeguata verifica, né registrate in Archivio Unico Informatico.

Ai sensi dei provvedimenti citati, le operazioni di factoringcomportano, per il cessionario, gli obblighi di svolgere l’adeguata verifica e di effettuare la registrazione in Archivio Unico Informatico, oltre che dei creditori cedenti, anche dei debitori ceduti, limitatamente a coloro che effettuano pagamenti aventi importo pari o superiore a 15.000 euro. Non sono, invece, soggetti a questi obblighi né il rapporto con il debitore ceduto in quanto tale, né i pagamenti provenienti dai debitori ceduti aventi importo inferiore a 15.000 euro.

Con riferimento agli adempimenti previsti per i debitori ceduti, la Banca d’Italia ha ricevuto numerose segnalazioni con le quali si lamentavano le difficoltà di ordine pratico, da parte delle società di factoringnell’adempiere agli obblighi di adeguata verifica e di registrazione in Archivio Unico Informatico, soprattutto perché le società di factoring,solitamente, non intrattengono rapporti diretti con i debitori ceduti.

È stata, quindi, richiesta, a gran voce, l’eliminazione degli obblighi di adeguata verifica e di registrazione in Archivio Unico Informatico dei dati dei debitori ceduti nell’ambito di operazioni di factoring.

La Banca d’Italia ha esaminato le segnalazioni ricevute e condotto degli approfondimenti, che hanno messo in evidenza che:

• le società di factoringincontrano oggettive difficoltà nell’acquisire il documento di identità del debitore;

• il principale rischio di riciclaggio nel factoringè connesso alle truffe conseguenti alla mancanza di un reale rapporto commerciale tra cedente e ceduto;

• in molti Stati europei le società di factoringnon sono obbligate a sottoporre ad adeguata verifica i debitori ceduti, ma solo a monitorarne l’operatività al fine di cogliere eventuali elementi di sospetto.

Alla luce di questi approfondimenti, sono state ipotizzate le seguenti modifiche ai provvedimenti del 3 aprile 2013:

a) la lettera “c” del “Glossario” del Provvedimento 3 aprile 2013 in materia di adeguata verifica della clientela viene modificata, al fine di chiarire che i debitori ceduti nell’ambito di operazioni di factoringnon sono considerati clienti, nemmeno occasionali, delle società cessionarie, a meno che non intervenga un accordo tra creditore cessionario e debitore ceduto (ad es. una dilazione di pagamento);

b) conseguentemente, viene eliminato, all’articolo 3, comma 4, del Provvedimento 3 aprile 2013 in materia di registrazione in Archivio Unico Informatico, l’alinea che escludeva dagli obblighi di registrazione i rapporti tra creditore cessionario e debitore ceduto nelle operazioni di factoring; l’esenzione discenderà infatti direttamente dalla circostanza che il debitore ceduto non è più considerato cliente del creditore cessionario.

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