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mediazione controversie, in materia di servizi bancari e finanziari

L’Organismo di conciliazione bancaria è istituito presso un’associazione riconosciuta denominata “Conciliatore Bancario Finanziario”.

Tale Organismo, accreditato presso il Ministero della Giustizia ed inserito nel Registro degli organismi di mediazione ai sensi dell’articolo 16 del D.Lgs. n. 28/2010, è specializzato nelle , con una banca o altro intermediario finanziario.

Esso consente di affidare ad un mediatore il compito di favorire il raggiungimento di un accordo tra le parti, entro 4 mesi dall’ avvio del procedimento.

La mediazione presso l’Organismo di conciliazione bancaria ha costi piuttosto contenuti.

Anche la mediazione non si conclude con una sentenza e si possono aprire due scenari, una volta concluso il tentativo di mediazione.

Se le parti raggiugono un accordo, il mediatore redige un verbale, al quale viene allegato il testo dell’accordo medesimo, predisposto con l’assistenza di un legala. Il verbale può essere omologato su istanza di parte con decreto del Presidente del Tribunale nel cui circondario ha sede il mediatore ed, in questo caso, costituisce titolo esecutivo.

Nel caso, invece, in cui non si raggiunga un accordo, il mediatore redige un verbale attestante il fallimento della mediazione e le parti possono chiedere l’intervento di un arbitro o possono rivolgersi al giudice ordinario.

Camera Arbitrale

È istituita presso il Conciliatore Bancario Finanziario ed è specializzato nelle controversie, in materia di servizi bancari e finanziari, con una banca o altro intermediario finanziario.

L’arbitrato nasce da un accordo delle parti, che può essere preesistente all’insorgere della controversia o successivo a questa e si conclude con un giudizio vincolante adottato da un terzo neutrale (arbitro).

I costi sono parametrati alla scelta del soggetto giudicante (arbitro unico/collegio arbitrale) e al valore della controversia.

L’Arbitrato si conclude con la pronuncia di un lodo, suscettibile di acquisire efficacia esecutiva. Salvo diverso accordo tra le parti, la pronuncia del lodo deve essere fatta nel termine di 240 giorni dalla data di ricezione del fascicolo da parte della segreteria della Camera Arbitrale.

Avverso la decisione della camera arbitrale è possibile appellarsi al giudice ordinario solo per specifici motivi, quali ad esempio l’invalidità del compromesso o della clausola compromissoria, oppure quando la pronuncia dell’arbitro non si sia attenuta alle richieste delle parti.

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